• Cosa Dice La Legge
    Legge regionale 20 luglio 2006 - n. 16
    Lotta al randagismo e tutela degli animali di affezione
    (Bollettino ufficiale martedì 25 luglio 2006 1º supplemento ordinario)

    Art. 1
    (Finalità)
    1. La Regione, in attuazione di quanto disposto dalla legge 14 agosto 1991, n. 281 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo) e successive modificazioni, anche al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute, il benessere e l’ambiente, promuove la prevenzione del randagismo, la protezione e la tutela degli animali di affezione e ne sancisce il diritto alla dignità di esseri viventi ed il rispetto delle loro esigenze fisiologiche ed etologiche, condannando ogni tipo di maltrattamento, compreso l’abbandono.

    Art. 3
    (Tutela dei modi di vita degli animali di affezione)
    1. I proprietari, i possessori e i detentori a qualsiasi titolo di animali di affezione sono tenuti ad assicurare ad essi condizioni di vita adeguate sotto il profilo dell’alimentazione, dell’igiene, della cura della salute e del benessere e della sanità dei luoghi di ricovero e contenimento e degli spazi di movimento, secondo le caratteristiche di specie e di razza, nel rispetto dei bisogni fisiologici ed etologici dell’animale stesso.
    2. In particolare, è vietato ai soggetti di cui al comma 1 abbandonare gli animali, infliggere ad essi maltrattamenti, alimentarli in modo improprio o insufficiente, detenerli in condizioni igienico-sanitarie non adeguate o comunque in strutture o spazi non idonei in base alle attuali conoscenze scientifiche e secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
    3. E‘ vietato ai soggetti di cui al comma 1 esercitare la pratica dell’accattonaggio esibendo animali di età inferiore ai quattro mesi, animali comunque in stato di incuria, di denutrizione, in precarie condizioni di salute, detenuti in evidenti condizioni di maltrattamento, impossibilitati alla deambulazione o comunque sofferenti per le condizioni ambientali in cui vengono tenuti o in condizioni tali da suscitare l’altrui pietà.
    4. E‘ vietato usare animali come premio o regalo per giochi, feste e sagre, lotterie, sottoscrizioni o altre attività.
    5. E‘ vietato, altresì, destinare al commercio o esporre cani o gatti di età inferiore ai sessanta giorni.
    6. Sono vietati spettacoli, feste, gare, manifestazioni, giochi, lotterie, sottoscrizioni a premi ed esposizioni pubbliche e private che comportino per gli animali maltrattamenti, costrizione o detenzione inadeguata in strutture anguste. In ogni caso è vietato organizzare, promuovere o assistere a combattimenti fra animali.
    7. E‘ fatto obbligo a chi detiene animali di affezione in numero o in condizioni tali da poter costituire pericolo per la salute umana e per il benessere animale definito al comma 1, adottare misure volte a garantire le condizioni igienico ambientali di cui alla presente legge ed al regolamento di attuazione.
    8. L’addestramento deve essere impartito esclusivamente con metodi non violenti e non può imporre all’animale comportamenti contrari alla sua attitudine naturale.
    9. Il trasporto e la custodia degli animali di affezione, da chiunque e per qualunque motivo siano effettuati, devono avvenire in modo adeguato alla specie, compatibilmente con i divieti e le prescrizioni dei regolamenti vigenti in materia. I mezzi di trasporto e gli imballaggi devono essere tali da proteggere gli animali da intemperie e da evitare lesioni, consentendo altresì l’ispezione, l’abbeveramento, il nutrimento e la cura degli stessi; la ventilazione e la cubatura devono essere adeguate alle condizioni di trasporto ed alla specie animale trasportata e comunque rispondenti a quanto previsto dalla vigente normativa statale e comunitaria.
    10. Le norme tecniche di applicazione del presente articolo sono definite dalla Giunta regionale
  • Adottare un Gatto
    Condividere la tua vita con un gatto è una decisione importante, una decisione che cambierà non poco il tuo stile di vita.
    Naturulmente in meglio! L' affetto e la simpatia che riceverai saranno unici ed impagabili, ma non sottovalutare il cambiamento che i tuoi ritmi di vita e le tue abitudini, anche quotidiane, subiranno. Se non sai cosa significa vivere insieme ad un gatto, o non sei ancora sicuro di tale scelta, rispondi spontaneamente e sinceramente alle seguenti domande:

    1 . Conosci le esigenze del tipo di gatto che intendi prendere con te? Esigenze alimentari, di spazio, di libertà, di temperatura?

    2. Sei convinto di volerti dedicare ad un gatto per dimostrargli affetto senza seguire le mode del momento?

    3. Ti sei accertato di non soffrire di particolari allergie che ti impedirebbero la convivenza con il tuo nuovo amico?

    4. Hai considerato il tuo stile di vita? Viaggi spesso? Potrai portarlo con te oppure affidarlo a chi ne avrà cura fino al tuo ritorno?

    5. Sarai capace di prendere le tue decisioni tenendo in considerazione le sue esigenze?

    6. Hai tempo a disposizione per dedicarlo al tuo nuovo amico, per il gioco, l'educazione, .... ?

    7. Lo sai che il tuo nuovo amico comporterà un aumento delle spese nel tuo bilancio familiare (alimentazione specifica, visite veterinarie periodiche, cuccia, ciotole, .... )?

    8. Se non ti è possibile trascorrere le vacanze insieme al tuo nuovo amico, hai pensato a trovare un'adeguata struttura che lo accoglierà temporaneamente?

    Se hai risposto affermativamente a più della metà delle domande, sei una persona sensibile e capace di assumersi la piacevole responsabilità di un nuovo amico a quattro zampe e qualunque gatto sceglierai, lui starà bene con te!
  • Le Colonie Feline
    Sono gruppi di gatti composti da un numero più o meno numeroso di soggetti che vivono liberi in ambiente urbano. Vengono definiti animali che vivono in libertà e non randagi,perché a differenza del cane, il gatto delle colonie è un animale territoriale, legato ad un luogo a cui fare sempre ritorno, luogo che offrendo le risorse necessarie per sopravvivere, cioè cibo e nascondigli, diventa un'area protetta e da proteggere da intrusioni di altri gatti non appartenenti alla colonia. Nelle colonie si creano veri e propri gruppi sociali, con forme di cooperazione e precise gerarchie che regolano gli equilibri tra maschi, femmine e i piccoli che nascono dagli accoppiamenti. Uno degli errori più comuni è quello di abbandonare gatti di proprietà presso queste colonie pensando che l'inserimento sia scontato, mentre molto spesso questi gatti vengono esclusi ed emarginati dai membri dalla colonia.

    I GATTI DELLE COLONIE FELINE SONO TUTELATI GIURIDICAMENTE?

    Si , le colonie feline sono ufficialmente riconosciute dalla legge. I gatti che vivono in stato di libertà sul territorio sono protetti ed è fatto divieto a chiunque di maltrattarli, di allontanarli dal loro habitat e tanto meno di sopprimerli. Spetta ai Comuni ed alla ASL con la collaborazione delle associazioni procedere al censimento delle colonie ed al controllo delle nascite al fine di mantenere il fenomeno all'interno di standard di governabilità.

    CHI OCCUPA DELLE COLONIE FELINE?

    Le persone che si occupano dei gatti liberi di una colonia felina vengono denominati dalle leggi stesse REFERENTI DI COLONIA. Possono essere privati cittadini oppure volontari di associazioni animaliste,a loro fanno riferimento ASL e Comuni. Dobbiamo essere grati a queste persone perchè spesso si sobbarcano i costi sia dell' alimentazione che della cura dei gatti. Grazie a loro è possibile monitorare sia i decessi che i nuovi ingressi e assicurare una costante tutela dei gatti liberi come previsto dalle leggi.
  • Sterilizzare, Perchè
    Perché così possiamo salvare animali ed evitare sofferenze
    Se hai dei gatti (o anche solo uno), ricorda che con la sterilizzazione si possono evitare malattie infettive trasmissibili per via sessuale o attraverso il sangue (graffì, morsi) come la FIV (immunodeficienza, paragonabile all'AIDS umano) e la FeLV (leucemia felina). Ovviamente queste non sono malattie trasmissibili all'uomo, ma sono malattie molto pericolose solo per i gatti stessi. La sterilizzazione inoltre riduce di molto l'insorgenza di alcuni tipi di tumore, come quello mammario e uterino nelle femmine e quello alla prostata nei maschi. L'intervento inoltre rende meno probabili le "fughe d'amore” che spesso si risolvono in investimenti, maltrattamenti o avvelenamenti. Insomma, la sterilizzazione aumenta l'aspettativa di vita dei gatti, conferisce loro maggiore equilibrio e rende più facile per loro e per noi la vita nell'ambiente domestico.

    Responsabilità e amore per gli animali
    Sterilizzare il proprio amico a quattro zampe può evitare 70.000 nuovi randagi: questo è il numero di discendenti che un gatto o un cane può potenzialmente generare in soli sei anni! Per ogni cucciolo che nasce un altro sarà condannato a una vita di stenti, alla morte, o alla reclusione in un gattile. Chi adotterà il "nostro" cucciolo per forza di cose non andrà a cercarne un altro in un rifugio, né ne adotterà uno abbandonato o nato per strada che ha bisogno urgente di una casa. E uno di quei gatti sfortunati dovrà quindi continuare a stare in gabbia, o a vivere in un recinto, o a stare per strada. E spesso a morire senza aver conosciuto alcun affetto, o la libertà. Sì, perché i rifugi, quando ci sono, sono sovraffollati, e gli animali rischiano continuamente di ammalarsi. E in molti casi per loro non c'è nemmeno quello, ma solo la strada, una macchina che corre, o il veleno che mette qualche criminale . Ci sono migliaia di gatti di tutte le età, in attesa di adozione. Perché metterne al mondo altri? È comprensibile voler avere i cuccioli dalla propria gatta, ma dobbiamo chiederci se quel nostro piacere valga tutta questa sofferenza. Sterilizzare è una scelta di responsabilità e di amore per tutti gli animali e non solo per i "nostri”.

    Le colonie
    Sterilizzare il proprio gatto va bene, e gli altri che "nostri" non sono? I gatti del cortile, della colonia sotto casa o che stazionano ai giardini, non sono diversi dal nostro. Se gli diamo qualcosa da mangiare, se ci fanno tenerezza, non fermiamoci alla pappa o a due carezze: facciamo ancora un passo e sterilizziamoli. È ancora più importante sterilizzare loro, i randagi, perché non nascano altri animali condannati a una vita di stenti, di malattie e di pericoli. Chiediamo al Comune e all'ASL di fare il loro dovere, ma se non lo fanno, facciamolo noi. Da soli o con amici, chiedendo magari consiglio e supporto ad un'associazione. In una piccola colonia gli animali sterilizzati possono vivere bene, non creando alcun problema. È l'aiuto più importante che possiamo dar loro: non deleghiamolo! E ricordate di denunciare chi abbandona un animale perché è reato punito con l'arresto fino a un anno o l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

    Gli Ipocriti
    Qualcuno dice che non è naturale sterilizzare gli animali, che è una violenza nei loro confronti ... ma i cortili, le cantine, i tetti dei garage, non sono natura. I piccoli chiusi nei sacchetti di nylon e buttati nei bidoni, o lasciati morire di stenti nell'indifferenza non sono natura. Queste non sono ragioni, ma solo ipocrisie di comodo.

    Cosa Possiamo Fare
    Sterilizzare i nostri animali e quelli che "nostri" non sono è la prima cosa che dobbiamo fare. Se davvero li amiamo.

    Domande e Risposte
    I gatti ingrassano dopo la sterilizzazione? No, con una dieta corretta non ingrassano.
    Bisogna fargli fare almeno una cucciolata? No, non c'è alcun motivo medico che lo renda consigliabile
    Diventano sedentari? No, dipende dal carattere del gatto, semmai diventano più affettuosi, meno aggressivi verso gli altri gatti, e tendono a non allontanarsi troppo.
    ... quindi anche i maschi? Sì, anche loro, loro sono quelli che rischiano di più di finire sotto una macchina o di contrarre malattie virali.
    ... ma l'operazione non è pericolosà? Lo è come qualsiasi intervento di routine anche per le persone, quindi è un rischio minimo, cento volte meglio che rischiare un tumore o una malattia, o una morte violenta.
    Non esiste proprio un'alternativa? No, gli anticoncezionali pe, animali sono cancerogeni, oltre che poco sicuri.
    ... e quanto si spende a sterilizzare un gatto? Non molto, e nell'arco della vita del gatto, incide molto meno delle cure dal veterinario in caso di incidente stradale o di ferite profonde da combattimento.
  • Le Malattie
    I gatti FIV positivi sono tantissimi. Gatti che stanno bene, che possono vivere oltre dieci anni senza manifestare la malattia, ma che per ignoranza, paura e cattiva informazione sono spesso condannati all'isolamento quando non alla sop- pressione .

    Cos'è la FIV?
    Il FIV (anche conosciuto come AIDS felino) è un virus che colpisce i gatti e causa immunodeficienza. Ciò significa chei Gatt iFIV-positivi hanno difese immunitarie più deboli, per cui sono più soggetti a contrarre malattie e hanno meno risorse per combatterle.

    Come si fa a sapere se un gatto è positivo alla FIV?
    Si fa un piccolo prelievo di sangue e tramite un test rapido (10 minuti) si può sapere se il gatto è FIV-positivo. I test sono attendibili, ma per una maggiore attendibilità vanno fatti su gatti di età non inferiore ai 4-6 mesi : per questo non si fanno sui gattini appena svezzati. Comunque, la probabilità che un gattino abbia contràtto il virus, anche se nato da una gatta FIV-Positiva, è bassa. Infatti, la trasmissione del virus da madre a gattino benchè possibile è rara.

    Chi può essere contagiato? Come si trasmette?
    Il FIV è un virus specifico dei gatti. Un gatto FIV- positivo non può contagiare né gli uomini né gli altri animali domestici . Una persona che vive con un gatto FIV-positivo non può essere, in nessun caso, veicolo di contagio per altri gatti. Il FIV si trasmette con i morsi durante le lotte ed combattimenti fra gatti o per contatto diretto con sangue infetto (trasfusioni, aghi o strumenti chi- rurgici infetti). È possibile la trasmissione durante l'accoppiamento, per lo più attraverso il caratteristico morso sul collo dato dal gatto maschio alla femmina. Rara è la trasmissione attraverso il leccamento reciproco e la condivisione delle ciotole. Inoltre, il virus sopravvive solo pochi minuti neli'ambiente per cui in assenza di conflittualità e di rapporti sessuali, la probabilità che un gatto FIV-positivo contagi un altro gatto è molto bassa. L'unica misura, civile ed efficace, di prevenzione e contenimento della diffusione della malattia è la sterilizzazione.
    Non c'è alcuna ragione scientifica, oltre che etica, per sopprimere un gatto FIV-positivo solo in base all'esito del test.

    Quale aspettativa di vita ha un gatto FIV-positivo?
    Un gatto FIV-positivo che vive in casa e, quindi, non è esposto al rischio di contrarre ulteriori infezioni può trascorrere tutta la vita senza manifestare la malattia e può vivere oltre 10 anni (l 'età media di un gatto è circa 12-13 anni). Alcuni gatti FIV-positivi, però, possono sviluppare malattie di varia gravità (gengiviti e stomatiti croniche, insufficienza renale, infezioni batteriche, neoplasie,...) che vanno tempestivamente identificate e curate.

    ...e la FeLV?
    Anche il FeLV (Iellcemia felina) è un virus che colpisce ed indebolisce il sistema immunitario del gatto. Per sapere se un gatto è FeLV-positivo, come per il FIV, è necessario solo un piccolo prelievo di sangue e l'esecuzione di un test rapido (10 minuti). Va ricordato che un gatto FeLV-positivo ad un 1° test potrebbe risultare negativo ad un 2° test eseguito a distanza di qualche mese (1-4 mesi) perchè alcuni gatti sono in grado di eliminare il virus. Purtroppo, la maggior parte dei gatti persistentemente infetti sviluppano malattie FeLV associate che li portano a morte nei 3-4 anni suc- cessivi ali 'infezione. La trasmissione del virus avviene soprattutto con la saliva (condivisione di ciotole, morsi, leccamento reciproco). Il contatto con sangue infetto, l'uso in comune della lettiera ed il passaggio transplacentare sono altri modi di trasmissione. Comunque, anche il FeLV è un virus molto labile nell'ambiente ed esiste un vaccino che fornisce una buona protezione.

    Perché adottare un gatto FIV-positivo?
    Perché la vita in appartamento, al riparo da ulte- riori infezioni, è la condizione ideale per un gatto FIV-positivo . Perché ci sono moltissimi gatti con questa patologia che altrimenti sarebbero condannati ad una vita in gabbia o a morte. Perché un gatto FIV-positivo può avere un'aspettativa di vita, e di vita in buona salute, non molto diversa da un gatto FIV-negativo. Perché adottare un "gatto FIV" non è una questione di "eroismo " ma un atto di civiltà e di amore ed è il modo migliore per salvargli la vita.

    ...e un gatto FeLV-positivo?
    Certo, anche un gatto FeLV-positivo si può adottare. Bisogna solo essere consapevoli che ha un'aspettativa di vita inferiore a quella dì un'gatto sano e che deve essere tenuto in casa per evitare che possa contagiare altri gatti.

    Perché questa campagna?
    Questa campagna, promossa dal- le associazioni svizzere TicinoFelino e ATRA/ CDA e dali'associazione italiana LaCincia, ha l'obiettivo di fare chiarezza e fornire una corretta informazione scientifica sulla reale portata di questa malattia. Troppi gatti vengono soppressi senza alcun motivo sulla base di una diagnosi di FIV, troppi gatti vengono curati "svogliatamente" perché "tanto sono FIV", troppe persone non se la sentono di accogliere un gatto FIV-positivo sulla base di una cattiva informazione.

  • La Toxoplasmosi
    E la toxoplasmosi?
    Tra i capitoli tormentati della gravidanza, un posto di primo piano spetta allo stravolgimento nelle proprie abitudini di vita dovuto alla necessità di eliminare i fattori di rischio per l’infezione da toxoplasma. È noto che tale infezione, se contratta per la prima volta in gravidanza, può avere conseguenze anche gravi, ma purtroppo spesso si assiste a comportamenti irrazionali causati dalla disinformazione.

    Il Toxoplasma Gondii è un protozoo il cui ciclo vitale comprende il gatto oltre ad altri animali, che eliminano il patogeno nelle feci, le quali a loro volta possono contaminare i cibi con cui vengono a contatto.
    Molte future mamme diventano perciò fobiche nei confronti di ogni sorta di frutta e verdura fresca, con conseguente ricorso immotivato agli integratori alimentari. Purtroppo la fobia spesso va a colpire anche il micio di casa, non infrequentemente costretto a vacanze fuori programma o a traslochi definitivi.

    Va ribadito che il gatto, fortunatamente, è stato ormai da diversi anni assolto dal ruolo di untore, dato che la sua presenza può costituire un rischio solo se a sua volta ha contratto la malattia cibandosi di prede infette e si trova in fase di infezione acuta, quindi per circa due settimane in tutta la sua vita. Il gatto di casa che non esce a cacciare e viene nutrito con alimenti industriali o con cibi cotti è difficilmente a rischio infezione. In ogni caso, la normale pulizia quotidiana della lettiera è di per sé misura sufficiente per rendere sicura la presenza del felino, dato che in tal modo non si dà alle cisti il tempo di schiudersi.

    La presenza del gatto può essere invece importante per la madre in attesa, sia per il benessere derivato dalla compagnia dell’ animale che per il fatto che le onde sonore emesse dal felino nel fare le fusa hanno proprietà rilassanti, che possono in ultima analisi influenzare beneficamente anche il feto. Per chi abbia passato una gravidanza a contatto con un gatto è frequente, anche se non scientificamente supportata, l’osservazione che il
    ron ron del felino ha un forte potere calmante sul bambino subito dopo la nascita.

    Così come non è giustificato esiliare il gatto di casa, allo stesso modo non è sensato escludere dalla dieta frutta e verdura fresca. Un lavaggio accurato è sufficiente per renderne sicuro il consumo, lavaggio peraltro consigliabile come misura di igiene alimentare indipendentemente dallo stato di gravidanza. Le carni crude o poco cotte rimangono invece un importante fattore di rischio e pertanto vanno bandite dalla tavola senza eccezioni. Infine, per le amanti del giardinaggio, va ricordato che è consigliabile indossare i guanti e comunque lavarsi le mani dopo aver armeggiato con il terriccio; anche questa misura igienica generale è valida comunque per tutti.

    Luisa Ferrari

    Da Terra Nuova n.258 febbraio 2011